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	<title>lavorazioni meccaniche - Supermagica</title>
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		<title>Acciai Inossidabili</title>
		<link>https://www.supermagica.it/2020/02/13/acciai-inossidabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[supermagica.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 13:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[acciaio inossidabile]]></category>
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		<category><![CDATA[CNC]]></category>
		<category><![CDATA[lavorazione acciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavorazione degli Acciai Inossidabili Acciaio inox o acciaio inossidabile è il nome dato correntemente agli acciai ad alto tenore di cromo, per la loro proprietà di non arrugginire se esposti all&#8217;aria e all&#8217;acqua: il cromo, ossidandosi a contatto con l&#8217;ossigeno, si trasforma in ossido di cromo (CrO2) che aderisce al pezzo, impedendone un&#8217;ulteriore ossidazione (tale&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="auto"><strong>Lavorazione degli Acciai Inossidabili</strong></h2>
<div dir="auto">Acciaio inox o acciaio inossidabile è il nome dato correntemente agli acciai ad alto tenore di cromo, per la loro proprietà di non arrugginire se esposti all&#8217;aria e all&#8217;acqua: il cromo, ossidandosi a contatto con l&#8217;ossigeno, si trasforma in ossido di cromo (CrO2) che aderisce al pezzo, impedendone un&#8217;ulteriore ossidazione (tale fenomeno è noto come passivazione). Sono una classe estremamente importante di acciai, usata per gli scopi più disparati.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 dir="auto"><strong>La Storia</strong></h2>
<div dir="auto">La scoperta dell&#8217;acciaio inossidabile si deve all&#8217;inglese Harry Brearly di Sheffield: nel 1913, sperimentando acciai per canne di armi da fuoco, scoprì che un suo provino di acciaio con il 13-14% di cromo e con un tenore di carbonio relativamente alto (0,25%) non arrugginiva quando era esposto all&#8217;atmosfera. Successivamente questa proprietà venne spiegata con la passivazione del cromo, che forma sulla superficie una pellicola di ossido estremamente sottile, continua e stabile. I successivi progressi della metallurgia fra gli anni &#8217;40 e &#8217;60 hanno ampliato il loro sviluppo e le loro applicazioni. Tuttora vengono perfezionati e adattati alle richieste dei vari settori industriali, come il petrolifero/petrolchimico, minerario, energetico, nucleare ed alimentare.</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 dir="auto"><strong>Tipi di acciaio inossidabile</strong></h2>
<div dir="auto">Il termine acciaio inossidabile (o inox) indica genericamente gli acciai ad alta lega contenenti cromo, generalmente in quantità fra l&#8217;11 ed il 30%. Altri leganti che aumentano la resistenza alla corrosione sono nichel, molibdeno, rame, titanio e niobio; in ogni caso, perché si possa parlare propriamente di acciaio, il totale degli elementi leganti non deve superare il 50%. I componenti questa famiglia di acciai sono classificati secondo la loro struttura microcristallina che deriva dalla loro diversa composizione chimica.</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Acciaio inox martensitico</strong></h2>
<div dir="auto">Esso ha caratteristiche meccaniche molto elevate ed è ben lavorabile alle macchine. È conosciuto soprattutto con la nomenclatura americana: per esempio l&#8217;acciaio al solo cromo è l&#8217;AISI serie 400 (da ricordare AISI 410 e 420, con 0,20% &lt; C &lt; 0,40% e Cr = 13% circa; AISI 440 con C = 1% circa e Cr = 17%); nella nomenclatura UNI ha sigle come X20Cr13, X30Cr13, X40Cr14. È magnetico. È anche conosciuto come acciaio &#8220;serie 00&#8221;.</div>
<div dir="auto">Tipici elementi in esso presenti sono carbonio, manganese, silicio, cromo e molibdeno, ma non nickel; può essere aggiunto zolfo se si necessita di truciolabilità (a scapito comunque delle caratteristiche meccaniche).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;acciaio inossidabile martensitico è autotemprante, ma dalla temperatura di laminazione alla temperatura ambiente nasce una struttura troppo tensionata; si segue sempre quindi la procedura:</div>
<div dir="auto">ricottura di lavorabilità: essa è svolta col metodo isotermico solo quando si voglia la durezza minima; altrimenti si raffredda a velocità costante, scegliendola in base alla durezza che si vuole ottenere (vedi curve CCT);</div>
<div dir="auto">tempra a temperatura di circa 1000°C e per un tempo sufficiente a sciogliere i carburi di cromo;</div>
<div dir="auto">rinvenimento a temperature diverse a seconda che si voglia privilegiare la durezza, la resistenza alla corrosione o la tenacità.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Gli acciai inossidabili martensitici sono utilizzati soprattutto per la loro elevata resistenza allo scorrimento viscoso, sebbene la loro saldabilità sia estremamente critica e la loro resistenza alla corrosione sia minore rispetto a quella dell&#8217;inox ferritico e dell&#8217;inox austenitico.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;AISI 440 è utilizzato per l&#8217;utensileria inossidabile (coltello, forbice, bisturi, lametta, iniettore per motore a scoppio).</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Acciaio inox Ferritico</strong></h2>
<div dir="auto">Ha un minor tenore di carbonio rispetto al martensitico. Un tipo particolarmente resistente al calore contiene il 26% di cromo. Altri elementi presenti sono il molibdeno, l&#8217;alluminio per aumentare la resistenza all&#8217;ossidazione a caldo, lo zolfo per facilitare la lavorabilità.</div>
<div dir="auto">Il limite di snervamento è molto basso e, non potendosi fare trattamenti termici per l&#8217;assenza di punti critici, si esegue la ricristallizzazione o l&#8217;incrudimento. Si consiglia di non scaldarlo oltre gli 850°C per non ingrossare il grano e di non sostare tra i 400 e i 570°C nel raffreddamento per non incorrere nella fragilità al rinvenimento.</div>
<div dir="auto">Le proprietà fondamentali sono: moderata resistenza alla corrosione, che aumenta con la percentuale di cromo; magnetizzabile; non temperabile e da usare sempre dopo ricottura; la saldabilità è scarsa, in quanto il materiale che viene surriscaldato subisce l&#8217;ingrossamento del grano cristallino a causa del cromo.</div>
<div dir="auto">Gli impieghi più comuni sono vasellame o posateria di bassa qualità, acquai, lavelli e finiture per l&#8217;edilizia. In lamiere sottili si usano per rivestimenti, piastre per ponti navali, sfioratori, trasportatori a catena, estrattori di fumi e depolverizzatori.</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Acciaio inox austenitico</strong></h2>
<div dir="auto">È un acciaio contenente Ni e Cr in percentuale tale da conservare la struttura austenitica anche a temperatura ambiente. Viene classificato in base alla percentuale di Ni e di Cr (vedi tabella); nella classificazione ASTM costituisce la serie 3XX.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">% Cr % Ni ASTM UNI</div>
<div dir="auto">18 8 304, 316 X8CN1910, X3CN1911</div>
<div dir="auto">18 10 321, 347, 348 X8CNT1810,X8CNNb1811</div>
<div dir="auto">18 13 317 X8CND1712</div>
<div dir="auto">23 12 309</div>
<div dir="auto">15 20 310 X8CN2520</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La composizione base dell&#8217;acciaio inox austenitico è il 18% di Cr e l&#8217;8% di Ni, codificata in 18/8. Una percentuale del 2-3% di molibdeno assicura una miglior resistenza alla corrosione (acciaio 18/8/3). Il contenuto di carbonio è basso (0,08% max di C), ma esistono anche acciai inox austenitici dolci (0,03% di C max). L&#8217;acciaio inox austenitico può essere stabilizzato con titanio o niobio per evitare una forma di corrosione nell&#8217;area delle saldature (vedi più avanti le debolezze di questo tipo di acciaio). Considerando la notevole percentuale di componenti pregiati (Ni, Cr, Ti, Nb, Ta), gli acciai inox austenitici sono fra i più costosi tra gli acciai di uso comune.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Le proprietà fondamentali sono:</div>
<div dir="auto">ottima resistenza alla corrosione;</div>
<div dir="auto">facilità di ripulitura e ottimo coefficiente igienico;</div>
<div dir="auto">facilmente lavorabile, forgiabile e saldabile;</div>
<div dir="auto">incrudibile se lavorato a freddo e non tramite trattamento termico;</div>
<div dir="auto">in condizione di totale ricottura non si magnetizza.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La loro struttura austenitica (con cristallo cfc) li rende immuni dalla transizione duttile-fragile (che si manifesta invece con la struttura ferritica, cristallo ccc), quindi conservano la loro tenacità fino a temperature criogeniche (He liquido). La dimensione dei grani, sensibilmente più elevata di quella degli acciai ferritici da costruzione, li rende resistenti allo scorrimento viscoso; di conseguenza fra gli acciai per costruzione di recipienti a pressione, sono quelli che possono essere utilizzati alle temperature più elevate (600°C). Dato che l&#8217;austenite è paramagnetica, questi acciai possono essere facilmente riconosciuti disponendo di magneti permanenti calibrati. Gli impieghi di questi acciai sono molto vasti: pentole e servizi domestici, finiture architettoniche, mattatoi, fabbriche di birra, lattine per bibite e prodotti alimentari; serbatoi per gas liquefatti, scambiatori di calore, apparecchi di controllo dell&#8217;inquinamento e di estrazione di fumi, autoclavi industriali. La loro resistenza a gran parte degli aggressivi chimici li rende inoltre molto apprezzati nell&#8217;industria chimica.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Gli acciai inox austenitici soffrono però di alcune limitazioni:</div>
<div dir="auto">la massima temperatura cui possono essere trattati è di 925°C;</div>
<div dir="auto">a bassa temperatura la resistenza alla corrosione diminuisce drasticamente: gli acidi rompono il film di ossido e ciò provoca corrosione generica in questi acciai;</div>
<div dir="auto">nelle fessure e nelle zone protette la quantità di ossigeno può non essere sufficiente alla conservazione della pellicola di ossido, con conseguente corrosione interstiziale;</div>
<div dir="auto">gli ioni degli alogenuri, specie l&#8217;anione (Cl-), spezzano il film passivante sugli acciai inox austenitici e provocano la cosiddetta corrosione ad alveoli, definita in gergo pitting corrosion. Un altro effetto del cloro è la SCC (rottura da tensocorrosione).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;unico trattamento termico consigliabile per questa classe di acciai è un quello di solubilizzazione del C a 1050°C, con raffreddamento rapido (per evitare la permanenza nell&#8217;area fra 800 e 400°C, dove può avvenire la precipitazione dei carburi di Cr).</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Acciaio duplex</strong></h2>
<div dir="auto">Si tratta di un acciaio al cromo ibrido: il tenore di cromo va dal 18 al 26% e quello di nichel dal 4,5 al 6,5%, quantità insufficienti per determinare una struttura microcristallina totalmente austenitica (che quindi rimane in parte ferritica). Quasi tutte le sue varianti contengono fra il 2,5 ed il 3% di molibdeno.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Esistono inoltre forme di Duplex, chiamati &#8220;poveri&#8221; che non contengono Molibdeno e hanno tenori di Nickel minori del 4.5%.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Le proprietà fondamentali sono:</div>
<div dir="auto">struttura microcristallina peculiare nota come duplex, austenitica e ferritica, che conferisce più resistenza alle rotture per tensocorrosione;</div>
<div dir="auto">maggior grado di passivazione per il più alto tenore di cromo (e la presenza del molibdeno) e quindi miglior resistenza alla corrosione puntiforme (pitting) rispetto agli acciai 18-8 ;</div>
<div dir="auto">saldabilità e forgiabilità buone;</div>
<div dir="auto">alta resistenza a trazione ed allo snervamento.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Gli impieghi più comuni sono: scambiatori di calore, macchine per movimentazione dei materiali, serbatoi e vasche per liquidi ad alta concentrazione di cloro, refrigeratori ad acqua marina, dissalatori, impianti per salamoia alimentare ed acque sotterranee e ricche di sostanze aggressive.</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Acciaio inox ad alta temperatura</strong></h2>
<div dir="auto">Questi acciai inox sono stati messi a punto per operare ad elevata temperatura in condizioni ossidanti. La percentuale di cromo è del 24% ed il nichel va dal 14 al 22%.</div>
<div dir="auto">Le proprietà fondamentali sono: resistenza all&#8217;ossidazione (sfaldatura) ad alta temperatura, buona resistenza meccanica alle alte temperature.</div>
<div dir="auto">Gli impieghi più comuni avvengono in parti di forni, tubi irradianti e rivestimenti di muffole, per temperature di esercizio fra 950 e 1100°C.</div>
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		<title>Tornitura: vantaggi delle lavorazioni meccaniche CNC</title>
		<link>https://www.supermagica.it/2019/05/13/tornitura-vantaggi-delle-lavorazioni-meccaniche-cnc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[supermagica.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 12:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[CNC]]></category>
		<category><![CDATA[lavorazioni meccaniche]]></category>
		<category><![CDATA[lavorazioni meccaniche di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[tornitura]]></category>
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			<p>Già il termine <strong>tornitura</strong> suggerisce il significato di questo tipo di lavorazioni ma cos’è il <strong>tornio</strong>? <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%3Cspan%20style=">Il </a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%3Cspan%20style="><strong>tornio</strong></a> è la macchina che permette all’utensile tagliente di penetrare nel materiale del pezzo e di staccarne la parte in eccesso formando così un truciolo.</p>
<p>Moltissimi sono gli utensili <strong>tornio</strong> utili per filettare e tornire appunto. L’utensile a testa singola è il più utilizzato ma anche gli utensili con placchette saldate alla testa che servono per velocizzare le operazioni di taglio e gli utensili per forare e alesare con punte elicoidali o a cannone. Il processo di <strong>tornitura</strong> risulta essere particolarmente necessario per creare oggetti e componenti di vario tipo e dimensioni nell’industria meccanica.</p>
<p>In realtà diversi sono i materiali che interessano i processi di <strong>tornitura</strong>. La <strong>tornitura</strong> del legno è un’arte antica che permette di dare forma ad oggetti cilindrici, con profilo variamente sagomato, come gambe per sedie, barre, elementi per ringhiere, pilastrini per scale, gambe per tavoli, manici per attrezzi o rotondi, quali bacinelle, piatti, basamenti per lampade, portauova, ciotole, vasi, tazze ecc. La <strong>tornitura</strong> del legno è molto apprezzata anche dagli amanti del fai da te grazie alla praticità e alla magia della lavorazione del legno.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>tornitura</strong> dei metalli esso è un lavoro che richiede un eccellente livello di preparazione per utilizzare il <strong>tornio</strong> al massimo delle suo possibilità e garantirne un elevato livello di sicurezza. Il pezzo da lavorare viene fissato ad un mandrino e fatto ruotare mentre l&#8217;utensile da taglio agisce lungo il pezzo dandogli la forma desiderata. La <strong>tornitura</strong> è probabilmente una delle lavorazioni meccaniche più importanti e versatili e permette di creare pezzi già finiti di molteplice aspetto, con un alto grado di precisione e senza alcuna imperfezione.</p>
<p>Ma anche la <strong>tornitura</strong> ha avuto un’evoluzione ovvero la cosiddetta <strong>tornitura</strong> CNC, <strong>tornitura</strong> a controllo numerico (computer numerical control in inglese) che è un automazione dell’antico processo di <strong>tornitura</strong> e presenta innumerevoli vantaggi.</p>
<p>Grazie a software specifici (<a href="https://www.autodesk.it/solutions/cad-cam">CAM e CAD</a>) i movimenti del <strong>tornio</strong> cnc sono controllati e prestabiliti caratteristica che lo rende ottimo per svolgere lavorazioni ad alta precisione che richiedono lunghi tempi di lavorazione. In questo tipo di lavorazione l’operatore si limita ad inserire i dati di progetto nel programma e interviene solo nel caso di guasti, in tal modo diminuiscono i costi di produzione e si garantisce maggiore puntualità nella consegna. La lavorazione inoltre viene costantemente monitorata da sensori in modo da prevedere tolleranze di centesimi o anche millesimi di millimetro. Inoltre il processo di <strong>tornitura</strong> CNC può essere fermato e modificato in qualsiasi momento permettendo di ottimizzare la produzione e progettare anche i minimi particolari. Attraverso la <strong>tornitura</strong> CNC è anche possibile diminuire sensibilmente gli scarti di lavorazione e nello stesso tempo aumenta il quantitativo di prodotti in serie soprattutto nell’ambito delle minuterie metalliche. Il lavoro svolto meccanicamente si sviluppa in maniera più fluida con la conseguente diminuzione dei tempi di inattività durante le fasi di produzione.</p>

		</div>
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