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	<title>termine filettatura - Supermagica</title>
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		<title>Definizione filettatura: cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.supermagica.it/2020/01/10/definizione-filettatura-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[supermagica.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 13:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[filettatura]]></category>
		<category><![CDATA[filettatura metrica]]></category>
		<category><![CDATA[filettatura metrica ISO]]></category>
		<category><![CDATA[filettatura trapezia]]></category>
		<category><![CDATA[filettatura Whitworth]]></category>
		<category><![CDATA[termine filettatura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Con il termine <strong>filettatura</strong> si indica sia il sistema di collegamento che permette di assemblare insieme diversi elementi tra loro ma anche l&#8217;operazione che porta a creare questo tipo di collegamento. Una <strong>filettatura</strong> è costituita da un risalto (filetto) che si avvolge ad elica sulla superficie esterna di un elemento cilindrico o conico (vite) o sulla superficie interna di un elemento analogo (madrevite). Vite e madrevite quindi costituiscono l’accoppiamento definito mobile in quanto è possibile smontarlo senza deteriorare le parti. Gli elementi che caratterizzano una <strong>filettatura</strong> sono: la forma del profilo, il passo, il numero dei filetti, l&#8217;avanzamento, il diametro nominale, il senso di avvitamento.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><h2 style="text-align: left" class="vc_custom_heading vc_do_custom_heading" >Filettature</h2>
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Le filettature sono normalizzate da una serie di sistemi che permettono di identificare i diversi tipi di viti grazie ad alcune caratteristiche. Per definire un sistema è necessario prendere in considerazione la forma del profilo, il diametro nominale e il passo <strong>filettatura</strong>. In genere il profilo triangolare è quello comunemente usato nelle filettature di collegamento. Nelle filettature triangolari il profilo ideale della <strong>filettatura</strong> è individuato da un triangolo generatore di altezza H. Il passo della <strong>filettatura</strong> è proporzionale all’altezza H. Da profili triangolari nasce la <strong>filettatura</strong> metrica ISO; la <strong>filettatura</strong> Whitworth e la <strong>filettatura</strong> gas. Mentre la <strong>filettatura</strong> trapezia, a dente di sega e quadra sono caratterizzate da profili non triangolari. Nella serie a passo grosso, ad ogni diametro nominale corrisponde un solo valore di passo. L&#8217;aggettivo &#8220;grosso&#8221; sta ad indicare che tale passo è quello con il valore maggiore per quel diametro. Nel procedimento di <strong>filettatura</strong> un maschio filettatore crea dei filetti all&#8217;interno dei fori, per accogliere viti o bulloni. I maschi per filettare possono anche essere usati per ripristinare una <strong>filettatura</strong> danneggiata. Per prima cosa è necessario capire che tipo di <strong>filettatura</strong> serve. Se non è indicata la <strong>filettatura</strong> sulla vite si può misurare con un contafiletti: le filettature più ricorrenti in Italia sono le ISO passo grosso o passo fine. Le <strong>tabelle filettature</strong> sono utili a questo scopo in quanto permettono attraverso i dati di individuare la giusta quotatura di una <strong>filettatura</strong>. Per ogni diametro nominale esistono più passi a scelta del progettista. I valori dei passi sono contenuti nella tabella UNI in scala decrescente ed in tale ordine vanno scelti per l&#8217;utilizzazione.</p>

		</div>
	</div>
<div class="standard-arrow bullet-top"><p>Gli elementi filettati sono:</p>
<ul>
<li>le viti (che si differenziano in base alla forma della testa e dell’estremità del gambo).</li>
<li>i dadi</li>
<li>i prigioneri (filettati da entrambe le estremità)</li>
</ul>
<p>L’unione diversa di questi elementi genera diverse soluzioni costruttive che possono essere i collegamenti filettati; viti di pressione, grani di guida e di fermo.</p>
<p>Per rappresentare in disegno tecnico le filettature nelle proiezioni ortogonali un metodo convenzionale è stabilito dalla tabella <a href="http://store.uni.com/catalogo/index.php/uni-3978-1986?josso_back_to=http://store.uni.com/josso-security-check.php&amp;josso_cmd=login_optional&amp;josso_partnerapp_host=store.uni.com">UNI 3978</a> ed è indipendente dal metodo di proiezione e dal tipo di <strong>filettatura</strong>, che deve essere indicato qualitativamente e quantitativamente secondo le designazioni specificate nelle relative norme. La rappresentazione degli elementi filettati è convenzionale: una linea grossa indica la cresta dei filetti, una linea fine il fondo dei filetti.</p>
</div></div></div></div></div>
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